L’esperienza quasi-mistica del fuso orario

Ho avuto per la prima volta la possibilità di fare un viaggio con un cambio apprezzabile di fuso orario: 5 ore, ed è stata un’esperienza importante dal punto di vista gnoseologico, per non dire anche ‘metafisico’.

Cosa è il tempo? La risposta che solo i fisici considerano è quella di una ‘funzione’ del moto, una sua espressione, una sua ‘conseguenza’.

E così è esattamente quando si vola! Rotazione terrestre e volo dell’aereo con velocità diverse si sottraggono o si sommano ‘creando'(?) tempo.

5 ore di volo sono sufficienti a farlo percepire e forse ‘concepire’: arrivi a destinazione e l’orologio da polso (secondo il quale ti sei imbarcato) ti dice che hai viaggiato per 12 ore, mentre quello dell’aeroporto in cui atterri ti dice che ne sono passate solo 7: le hai perciò guadagnate e puoi fare qualcosa in più; un’opportunità che si sfrutta senza farsi troppe domande. Più strano è il rientro poiché le 12 ore di volo (del proprio) sono ‘diventate’ 17 (secondo l’aeroporto)! Ma, allora: quanto tempo ‘dura’ quel viaggio? 7 o 17 ore?

Così mentre porto le lancette avanti di 5 ore mi chiedo: dove le ho ‘prese’ queste qui? Cosa ne ho fatto? Perché le aggiungo al tempo già ‘passato’? E, di conseguenza: cosa è successo nel mondo in queste 5 ore che io non ho vissuto? Le risposte filosofiche ‘classiche in merito non soddisfano la sensazione che si prova… per questo parlo di esperienza ‘quasi-mistica’… non volendo dire (parzialmente) anti-metafisica…

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2 commenti

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2 risposte a “L’esperienza quasi-mistica del fuso orario

  1. Mi ha scritto un’amica: «ritengo che le risposte filosofiche sono proprio quelle che andrebbero cercate, a partire dal significato che ha per noi il conteggio matematico del tempo,  per poi andare oltre esso.

    Secondo B. Lonergan alle “domande per intelligenza” devono subentrare le “domande per riflessione”; allargando il discorso, per Lonergan dopo l’Epistemologia c’è la Metafisica, ma questo non significa affatto che si proceda per deduzione. Quell’esperienza non è stata anti-metafisica, ma in qualche modo  metafisica… anche per l’unità che c’è in noi del materiale e dello spirituale. Poi, Metafisica e Mistica, per alcuni autori, non sono opposte!
    Sulla tua esperienza si apre comunque una bella pista di ricerca e riflessione»

  2. Sono d’accordo che la Metafisica vada collocata ‘dopo’ l’Epistemologia!
    E credo, anzi, che proprio il “tempo” possa essere una delle ‘chiavi’ di questa (difficile) connessione.
    Se, infatti, il TEMPO fosse solo quello di cui fanno esperienza i nostri ‘orologi’ ed i nostri ‘viaggi’, resterebbe fuori da ogni considerabilità tutta la STORIA come tale!!! Ma questo non è affatto ammissibile poiché l’uomo è un ‘esistente’ …e ciò SOLO nella STORIA.

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