Filosofia come intuizione

Di fatto la Filosofia è INTUITIVA  non “ragionevole”: coinvolge la ragione e ne sfrutta una buona parte di  potenzialità e strumenti (=razionale) ma il rapporto con la realtà non è quasi mai critico (=verificato).

La Filosofia ‘funziona’, non perché risponde alla realtà (=”ragionevolezza”, secondo J. Guitton) ma perché beneficia dei Teoremi di incompletezza di Goedel e Tarski; essendo infatti INTUITIVA si meta-refenzia inconsciamente, e quindi si FONDA ultimamente, non su ‘se stessa’ e sul ‘sistema’ che riesce a produrre/proporre/esplicitare ma su ‘quanto’ le sfugge completamente, e cioè, proprio la realtà.

‘Filosofando’ non si utilizzano mai un numero definito e rigorosamente fissato e documentato di concetti (fruiti come assiomi) ma si coinvolgono una serie di ‘inerzie’ (=meta-referenze) cognitive che finiscono per favorire vari ‘giochi di sponda’ tra pensieri ed idee …sembrando così condurre ad un esito in qualche modo ‘possibile’ se non anche ‘dovuto’.

Questa intuizione, tuttavia, non pare così distante dalla ‘immaginazione‘ di cui parlava Cartesio nel suo discorso sul metodo: azioni ‘mentali’ ma non ‘della ragione’ come tale… o almeno, non tutte, non sempre e di principio.

Per contro, la Scienza moderna risulta spesso contro-intuitiva… e questo per i ‘classici’ è IL VERO PROBLEMA! Poiché la realtà ‘vera’ (o una sua parte effettiva!) non soddisfa le loro ‘intuizioni‘.

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