Enti e res

I filosofi parlano e trattano non di “res” (=le cose che “arredano il mondo”) ma di “enti”, cioè “funzioni di essere”, ‘declinazioni’ dell’essere, non importa (loro) nulla di ‘quali’ esse siano. Non avendo innanzi a sé -praticamente- ‘nulla’ poiché una “funzione” non “è” qualcosa ma una relazione o un ‘modo’, essi si riducono a non poter operare che attraverso l’evocazione di ‘altro’ in qualche modo già presente nella mente umana… finendo spesso per non poter operare che per mezzo di analogie o inferenze intellettuali analoghe.

Questo pregiudica dall’origine stessa la loro possibilità di ‘dire’ qualcosa del reale.

In Seller si vede bene come la ‘realtà’ non abbia nessun vero peso: si procede ad impostare un discorso strategico (strutturale) attraverso una analogia il cui princeps analogatum è sbagliato: un’immagine ‘stereo’ non è, infatti, ciò che lui presume/intende!

Tecnicamente una immagine stereo(grafica) è solo una immagine unica nel suo ‘risultato’ visivo (=percettivo) ma formata da due immagini ‘gemelle’ scattate da due punti di vista leggermente diversi quanto alla sola posizione frontale: pochi centimetri che permettano di ricreare quanto ciascun occhio autonomamente vede, in modo che la ricostruzione celebrale di quanto globalmente ‘visto’ possieda una certa ‘profondità’ spaziale.

Ciò non ha nulla a che vedere con le due visioni/immagini del mondo proposte da Sellers; esse, infatti, sono radicalmente diverse, ottenute non per leggera differenza di centratura frontale ma con lo stesso apparecchio. In realtà le due immagini di Sellers assomigliano maggiormente al confronto tra una normale immagine fotografica a colori con una all’infrarosso che, fatta con apparecchio diverso, riproduce (o ‘rappresenta’?) la realtà secondo altri ‘elementi’ di per sé incommensurabili coi primi: così infatti è la ‘termografia’ risultante dall’utilizzo di questa ‘tecnica’ di rilevamento. Sarà solo una certezza ‘esterna’ ad entrambe le ‘immagini’ a garantire l’identità del loro ‘soggetto’ (=la res).

Lo stesso vale per ecografia (per visualizzare parti ‘molli’), radiografia (per le parti ‘dure’), ecc. Sempre strumenti diversi, che operano secondo principii diversi, rilevando elementi diversi! Il problema è che la comune ‘percezione’ visiva è sempre solo legata alla luce incidente sulle superfici…

 

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